Il laboratorio sperimentale “L’Associazione Porte Aperte incontra la Città di Palermo”, in accordo con la filosofia di lavoro dell’Associazione Porte Aperte, ha voluto riportare il disagio psichico all’interno del tessuto sociale in cui si manifesta e da cui spesso è allontanato, attraverso la messa in atto di un’attività che ha offerto la possibilità a soggetti con disagio psichico di conoscere luoghi e territori cittadini spesso “inaccessibili”. Infatti, la libertà o meglio la possibilità di viver il proprio territorio viene quasi totalmente negata al disabile psichico non considerando che la persona con tali disabilità visiterebbe volentieri le bellezze della propria città se posta nelle condizioni di farlo.
Il laboratorio ha indirettamente coinvolto diversi attori sociali presenti nel territorio (istituzioni, parrocchie, musei, etc.); mentre ha coinvolto direttamente gli stessi utenti dell’Associazione che, nella fase di preparazione alla visita, hanno partecipato attivamente alla scelta del percorso e delle opere da visitare, rispetto a 4 luoghi significativi della città programmati a priori dall’èquipe dell’Associazione. Inoltre, nella stessa fase gli utenti si sono cimentati in prima persona nella ricerca di informazioni sui siti da visitare attraverso l’ausilio di supporti informatici, o cartacei. Durante la visita i partecipanti sono stati, infine, protagonisti dell’illustrazione della storia dei luoghi e della spiegazione delle eventuali opere incontrate.
Il laboratorio ha previsto, quindi, la costituzione di uno spazio dove ogni utente potesse sperimentarsi nelle proprie competenze socio-culturali quali, la conoscenza diretta dei luoghi in cui vive, la conoscenza storico-culturale della propria città, e indirettamente le proprie competenze informatiche, le proprie competenze comunicativo-espressive, le proprie competenze relazionali. Inoltre, il laboratorio si è configurato come una esperienza informativo-formativa rispetto allo specifico ambito culturale, data la possibilità che ha offerto di sperimentarsi in qualità di guide competenti.
Il laboratorio ha dato a tutti i suoi fruitori la possibilità “di conoscere e farsi conoscere” all’interno del tessuto sociale cittadino delineandosi come un’inedita opportunità per contrastare lo stigma sulla malattia mentale e su chi ne è affetto, ancora visto come inaffidabile, pericoloso e strano. La visita di luoghi di particolare interesse turistico della Città di Palermo, rappresenta una grande risorsa, in termini di incontri e scambi relazionali, sia con tutta quella parte di società che vive inconsapevole delle difficoltà e dell’emarginazione di queste persone, sia per chi vive all’ombra di un assurdo pregiudizio che porta a pensare ai soggetti con disagio psichico come persone intrinsecamente incapaci di fruire ed apprezzare l’arte, la cultura e la stessa bellezza insita nei luoghi abitualmente meta di turisti. La partecipazione del soggetto con disagio psichico alla società passa anche attraverso la possibilità di fruire liberamente dei beni comuni e di trovare “spazio” all’interno di quegli spazi appannaggio dei cosiddetti “sani”.
La sperimentazione, totalmente autofinanziata dall’Associazione Porte Aperte e completamente gratuita ai partecipanti, ha previsto quattro visite in altrettanti siti cittadini di particolare interesse storico-culturale. L’attuazione del laboratorio si è, quindi, articolata attraverso due fasi operative essenziali: quella preliminare e quella di attuazione. Per ognuna di queste visite, in ogni fase preliminare, è stato individuato assieme agli utenti un percorso e le relative opere da visitare. Una volta scelto il percorso e le opere gli utenti hanno iniziato la ricerca delle informazioni sugli stessi attraverso mezzi informatici, libri, riviste etc., in vista dell’esposizione delle informazioni reperite al gruppo durante ognuna delle quattro visite.
E' stata inoltre prevista, trasversalmente alle singole fasi, una documentazione video-fotografica dell’esperienza per la costruzione di un documentario finale rispetto all’intera sperimentazione e che è stato regalato ai partecipanti.
Le visite programmate sono state fatte al:
• Mercato del Capo (20 aprile 2011)
• Cattedrale (11 maggio 2011)
• La Vucciria/San Domenico (15 giugno 2011)
Concludendo, è importante mettere in luce che iniziative simili possono germogliare solamente in un terreno dove la mission condivisa è quella di mettere in atto una rivoluzione culturale nei confronti del disagio psichico. Una missione ardua che deve aver luogo al di là delle invisibili mura che oggi separano gli spazi istituzionalizzati della riabilitazione dal tessuto sociale di provenienza dell’utenza.
Malgrado la costante ideazione, la progettazione e l’attuazione di nuovi percorsi di riabilitazione fatta dagli Enti di Terzo Settore sia costantemente ostacolata dalla cronica mancanza di fondi in grado di supportare quelle idee, che nascono e che rischiano di non venire mai alla luce, questa è l’ennesima prova che se si vuole si può fare qualcosa di buono. La felicità sul viso degli utenti spesso è la miglior moneta in grado di ripagare un lavoro che viene fatto con amorevole passione, ma che senza le adeguate risorse rischia di non aver continuità e quindi perdersi nel mare di tutte quelle cose “iniziate e mai finite”.
di Angelo Scuderi
Associazione di Promozione Sociale Porte Aperte
Sede operativa - Centro Dedalo - via Carlo D’Aprile, 35 Palermo
www.associazioneporteaperte.it
ass.porteaperte@libero.it
Per informazioni è possibile rivolgersi al seguenti recapito telefonico: 328-3021109 Dott. Bracco
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